Natuzzi sin dalla data della quotazione, avvenuta il 13 maggio 1993, ha investito risorse e tempo nella implementazione della trasparency e della disclosure oltre che a focalizzare l’attenzione sulla qualità dei prodotti e lo stile di vita.
Questa scelta è stata premiata in termine di visibilità e corporate reputation.
L’approvazione del Sarbanes-Oxley Act, quale conseguenza dei grossi scandali che hanno scosso la comunità finanziaria americana, ha avuto un impatto operativo sulla società, come del resto su tutte le altre società, americane e non, quotate negli Stati Uniti.
Ad esempio, abbiamo ridefinito competenze e ruolo del cosiddetto “Disclosure Committee”, un comitato in cui si raccolgono una serie di competenze che sorvegliano sul corretto funzionamento delle procedure di diffusione delle informazioni al mercato e sui meccanismi di controllo interno.
L’esistenza del Collegio Sindacale unita alla presenza del Disclosure Committee, garantiscono un grado di tutela almeno equivalente a quello perseguito dalle disposizioni americane sull’obbligatorietà dell’Audit Committee.
Natuzzi come società straniera quotata al NYSE non deve sottostare a tutte le “Section” dell’Act, soprattutto quelle che si evidenziano una netta incompatibilità con la normativa italiana.


