Lo rileva lo studio elaborato da IR TOP su un campione di 72 investitori istituzionali italiani ed esteri.

Lo studio completo è disponibile per i giornalisti, gli investitori e le società quotate all’indirizzo info@irtop.com oppure al numero 02 45473884/3.

 

Milano, 5 luglio 2010

In vista della futura liberalizzazione del mercato dei servizi pubblici locali prevista dal DL 25/9/2009 n. 135, che avrà luogo a partire dal 31.12.2011 e che interesserà anche il settore dei servizi ambientali e in particolar modo quelli legati alla gestione e smaltimento dei rifiuti, IR TOP ha condotto uno studio di percezione intervistando i principali investitori istituzionali italiani ed esteri competenti sul Waste Management, corredato da un’analisi quantitativa delle società quotate in Italia e all’estero specializzate.

Lo studio sulla percezione del settore è stato condotto nel periodo febbraio-aprile 2010 e ha coinvolto 72 case di investimento italiane ed estere attraverso interviste dirette.

Il 96% degli investitori considera la futura liberalizzazione del settore come un’importante opportunità che determinerà significativi cambiamenti principalmente su tre fronti:

• struttura dell’industry,

• maggiore trasparenza,

• concentrazione degli operatori e maggiore efficienza.

Il 44% del campione ritiene necessaria una evoluzione della cultura ambientale in Italia e della raccolta differenziata che nel 2008 in Italia ha raggiunto il 30,6% della produzione di RU (+27,5% rispetto al 2007), ma ancora distante dal target 2012 del 65% stabilito dal D.Lgs. 152/2006 e dalla legge n. 296/2006.

In particolare, nel periodo 2004-2008 il mercato della raccolta differenziata del RAEE (Rifiuti Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche) ha registrato l’importante crescita del 110%. In Italia nel 2008 la raccolta RAEE ha raggiunto i 156,6 milioni di ton (2,6 Kg procapite), +35% rispetto al 2007. Secondo le direttive europee tali indicatori sono destinati a crescere fino a raddoppiare.

L’83% degli intervistati ritiene che esista un gap Italia/Estero di duplice natura, culturale e strutturale. In particolare gli operatori esteri sono favoriti da fattori di tipo:

culturale

• alta cultura igiene urbana

• esperienza (politiche ambientali di lunga data)

• forte attenzione alla raccolta differenziata

strutturale

• migliore regolamentazione e trasparenza

• maggiore privatizzazione

• minore frammentazione

• liberalizzazione

• maggiore struttura industriale

• minore ingerenza pubblica

I Paesi europei considerati più avanzati sono la Francia, la Germania e i paesi del Nord Europa. Anche gli intervistati esteri percepiscono una forte complessità nella negoziazione con le Amministrazioni Pubbliche.

Il 31% degli intervistati ritiene che il riconoscimento presso la Pubblica Amministrazione sia il fattore più importante per il successo delle società che operano nel waste Management, il 23% il know how normativo e la capacità operativa, il 21% le dimensioni dell’operatore. La capillarità territoriale è considerata un punto di forza, mentre solo il 5% del campione considera fattore di successo la presenza anche su altri segmenti di pubblica utilità.

Tra i fattori di debolezza si evidenziano invece la poca trasparenza e la scarsa competenza diffusa, specie sulle dinamiche di gestione operativa del servizio e sulle modalità di aggiudicazione delle gare d’appalto.

Dal punto di vista finanziario gli elementi evidenziati come debolezza del settore sono riconducibili a:

• alto debito

• ciclo monetario lungo

• scarsa efficienza

• poca certezza sui ritorni del capitale investito

• settore capital intensive

Tra gli elementi che potrebbero influenzare positivamente la valutazione delle società quotate nel settore Waste Management gli intervistati hanno assegnato il 33% alla maggiore trasparenza, il 17% all’evoluzione della regolamentazione e il 16% alla maggiore disclosure e all’ingresso in borsa di nuovi operatori specializzati nel waste management.

Il waste management rappresenta uno dei temi più significativi della Green Economy. Ogni anno nel mondo sono prodotti oltre 4 milioni di tonnellate di rifiuti di cui solo un quarto recuperato o riciclato.

Il campione di società quotate attive nel settore del waste management costruito e analizzato da IR TOP comprende Biancamano, Lassila & Tikanoja, Groupe Pizzorno Environnement, Republic Services, Séché Environnement, Shanks Waste Solutions, Suez Environnement, Veolia Environnement, Waste Connections. Il campione, selezionato per affinità di business, è stato valutato in termini sia di performance borsistiche che economico-finanziarie.

Rispetto ai multipli si evidenzia un Price/Earning (E 2010) pari a circa 15x, mentre in termini di EV/EBITDA (E 2010), il multiplo è pari a circa 7x. Il consensus degli analisti stima in media un potenziale upside per le società del campione, che si attesta a circa il 21%. Il potenziale upside su Biancamano è superiore al 100% rispetto alla media dei tre studi di coverage di Banca IMI, Intermonte e Integrae.

I principali investitori istituzionali con partecipazioni rilevanti nel capitale delle società quotate specializzate nel waste management italiane ed estere sono Blackrock, Capital Research and Management, Financiéré de Champlain e Schroder.

“La liberalizzazione del mercato del waste management, attesa per l’inizio del 2012 – afferma Anna Lambiase, Amministratore Delegato di IR TOP – rappresenta una grande opportunità di cui potrebbero beneficiare le società quotate del settore, così come evidenziato dallo studio di percezione condotto da IR TOP su 72 case di investimento italiane ed estere. La liberalizzazione comporterà un cambiamento nella struttura dell’industry, maggiore trasparenza, concentrazione degli operatori e maggiore efficienza. Il settore è tuttavia ancora poco conosciuto e poco rappresentato sul panorama azionario italiano. All’estero si riscontrano invece un’elevata cultura dell’igiene urbana, un’esperienza consolidata da politiche ambientali di lunga data, una forte attenzione alla raccolta differenziata e un numero più elevato di operatori specializzati quotati. Tra gli elementi che potrebbero influenzare positivamente la valutazione delle quotate nel settore gli intervistati hanno assegnato il 33% alla maggiore trasparenza, il 17% all’evoluzione della regolamentazione e il 16% alla maggiore disclosure e all’ingresso in borsa di nuovi operatori specializzati nel waste management. Si aprono quindi grandi opportunità di sviluppo per gli operatori privati leader di settore; tra questi la prima società quotata italiana è il Gruppo Biancamano. Per affrontare con successo questa sfida servono track record, know how operativo, presenza e consolidamento sul territorio.”