La richiesta dei cittadini e delle imprese è sempre di più quella di una PA adeguata ai tempi e ai rapidi cambiamenti in atto nel sistema socio-economico.

In questo processo di cambiamento, la formazione è sicuramente tra le leve più importanti. Lo conferma anche la recente direttiva del Ministro della Funzione Pubblica (Frattini) proprio sulla formazione e la valorizzazione del personale delle pubbliche amministrazioni, che enfatizza la necessità di affrontare il cambiamento in atto con maggiori e nuove competenze e conoscenze.

Il bisogno di formazione, da una parte, e la necessaria razionalizzazione dei costi e dei tempi, dall’altra, fanno dell’esperienza “a distanza” un’opportunità che le amministrazioni cominciano a sfruttare sempre di più.

In realtà la formazione a distanza si può declinare in molti, moltissimi modi e sono diversi i modelli didattici che possono essere elaborati.

A mio avviso i fattori principali di questa necessaria diversificazione sono:

anzitutto il fatto che la parola formazione racchiude molti e diversi significati;

in secondo luogo il fatto che i modelli didattici si devono adattare sia ai fabbisogni formativi che alle capacità e alle caratteristiche dei discenti;

inoltre la scelta della tecnologia, che deve essere un elemento facilitatore, è una scelta condizionata dal modello didattico definito ma, poi, a sua volta condiziona il modello di formazione a distanza.

Per avviare la nostra attività di formazione a distanza è stato necessario considerare tutti e tre i fattori sopra indicati cercando di trovare una soluzione che fosse coerente anche con le caratteristiche della nostra organizzazione, leader nell’aggiornamento normativo e nell’offerta di prodotti prevalentemente centrati sugli aspetti normativi che regolano le attività dei principali clienti, ovvero le amministrazioni locali.

Per avviare la nostra sperimentazione siamo, quindi, partiti dai servizi Internet che la nostra società già stava promuovendo attraverso il sito Comuni.it.

In particolare, in quel momento veniva lanciato un nuovo sito dedicato alla polizia municipale e, fra i servizi, era stata creata una newsletter gratuita che in poco tempo aveva capitalizzato un numero interessante di iscritti. Abbiamo pensato che offrire anzitutto a questi utenti Internet un percorso formativo a distanza poteva essere un modo per dare loro l’opportunità di un’esperienza nuova e, per noi, poteva essere una prima iniziativa a rischio ridotto, avendo già la certezza dell’esistenza di un certo numero di funzionari di polizia municipale operativi sulla rete.

Nel primo modello elaborato abbiamo pensato di sfruttare più canali: Internet, la posta elettronica ma anche la posta tradizionale prevedendo anche una giornata di incontro tra partecipanti, docente e staff di progetto.

In sostanza il processo di produzione e di fruizione del pacchetto offerto era il seguente:

il docente ha prodotto le dispense che sono state inviate ai partecipanti attraverso la posta elettronica;

utilizzando una password i partecipanti hanno avuto accesso a quella che abbiamo chiamato “aula virtuale” dalla quale potevano 1. entrare nel Forum; 2. fare domande al docente nella parte Quesiti; 3. confrontare una elenco di domande a cui il docente aveva già dato una risposta all’interno delle cosiddette Faq;

la conclusione del percorso è stato organizzato in presenza ed è stato l’unico momento di incontro fisico e di conoscenza personale.

Dopo circa una mese dalla conclusione del percorso formativo è stato distribuita una nuova pubblicazione seguita dal docente del corso relativa all’argomento affrontato all’interno del corso.

La prima sperimentazione ha reso evidenti alcuni limiti nel modello e, in generale, nelle scelte operate, anche se la soddisfazione media espressa dei partecipanti è stata piuttosto alta su tutte e tre le parti costitutive dell’offerta (1. il pacchetto di servizi (lezioni, Forum, faq, quesiti, giornata, libro); 2. la nostra organizzazione (segreteria, gestione delle tecnologie e tutorship); 3. il docente):

– Anzitutto non c’è stata un’alta frequenza nell’aula virtuale. Questo è parso strano considerando che una delle ragioni principali per cui i partecipanti hanno scelto il nostro corso stava proprio nella possibilità di utilizzare le Faq e il Forum. La conferma dell’incongruenza è data, per altro, dal fatto che l’opportunità di fare quesiti al docente è stata segnalata dai partecipanti come una delle possibilità più accattivanti mentre, di fatto, sono stati veramente pochi i quesiti posti durante tutto il mese.

Ci siamo accorti, insomma, che nonostante la decisione di frequentare un corso a distanza, il nostro gruppo di studio non aveva tanta dimestichezza con gli strumenti di Internet, mentre noi avevamo dato per scontato che la loro scelta implicasse di per sé una certa abitudine all’uso del mezzo.

– Altra criticità è stata quella di prevedere un percorso sostanzialmente in autoformazione vincolando, però, il momento della valutazione ad una fase conclusiva (durante la giornata di incontro) riducendo, in questo modo, l’autonomia di ogni singolo partecipante nella definizione dei propri tempi di apprendimento. Sarebbe stato più adeguato, per il modello scelto, proporre quiz o prove di verifica almeno al termine di ogni lezione.

– Infine la giornata conclusiva ha avuto una scarsa partecipazione facendo sorgere il dubbio che un momento di scambio e di incontro non sia così indispensabile, almeno in un percorso formativo come quello realizzato nel quale le ragioni della scelta stanno, sostanzialmente, nell’opportunità di ottenere, in tempi brevissimi e con la modalità più semplice e comoda, indicazioni, anche operative, sull’applicazione di un disposto normativo.

La prima esperienza sul campo ci ha fatto capire che:

nel nostro caso una tecnologia più avanzata non avrebbe dato valore aggiunto all’esperienza;

il vero valore aggiunto nel nostro percorso era stato quello di offrire la disponibilità, per un mese intero, di un docente conosciuto e apprezzato;

una maggiore interazione, soprattutto via telefono, con i nostri interlocutori avrebbe potuto aiutarli nella fruizioni degli spazi Internet;

esiste una grande potenzialità in questo strumento dato dalla facilità di avere contatti con colleghi ed esperti anche al di fuori di un’esperienza formativa anche se l’impressione è che le persone che lavorano all’interno delle amministrazioni pubbliche, specie in certi ruoli, non siano abituate a trarre valore dallo scambio aspettandosi, invece, che ci sia sempre un “esperto” in grado di sostituirli nel trovare soluzioni ai loro problemi.

Dopo aver analizzato ogni singola criticità legata alla prima esperienza di formazione a distanza abbiamo rivisto il modello didattico cercando di creare percorsi che più facilmente potessero collegare le diverse parti del pacchetto per supportare, fra l’altro, gli allievi nell’acquisizione di una maggiore abilità all’uso del web. Inoltre, abbiamo cercato di rendere ancora più autonomo il partecipante nella gestione dei suoi tempi di apprendimento.

In realtà, le esperienze che abbiamo realizzato fino ad ora seguono in modo fedele le attività di aggiornamento normativo che vengono organizzate, tradizionalmente, attraverso seminari e/o attraverso giornate di studio ma va detto che le opportunità offerte dalla formazione a distanza possono essere sicuramente anche di altro tipo.

Si tenga conto, infatti, che, soprattutto in questa fase di profondo cambiamento, il personale delle amministrazioni pubbliche necessita di competenze complesse che incidano non solamente sulle conoscenze ma soprattutto sul saper fare e sul saper essere. Per acquisire competenze complesse non è sufficiente frequentare un’aula per una o per due giornate perché, come tutti sappiamo, anche per esperienza, l’apprendimento è un processo cognitivo complicato. Serve, allora, una formazione diversa, più vicina alle specifiche esigenze, funzionale all’acquisizione di metodologie o all’uso di strumenti (per es. formazione manageriale, formazione all’uso delle tecnologie, formazione per lo sviluppo di sistemi di controllo di gestione, ecc.) o legata strettamente ai processi di lavoro quotidiani (per es. formazione-intervento, sostegno alle comunità di pratiche, ..).

La formazione a distanza, all’interno di processi cognitivi più complessi, può avere diverse funzioni.

Per fare due esempi che ci riguardano:

1. Entro la fine del 2003 tutti coloro che si occupano di comunicazione e di informazione (all’interno di uffici per le relazioni con il pubblico e di uffici stampa) senza avere i requisiti richiesti dalla L. 150/00, dovranno seguire obbligatoriamente un lungo percorso formativo.

Nella nostra proposta formativa abbiamo introdotto un monte ore di formazione a distanza che sicuramente limiterà gli spostamenti dei partecipanti e razionalizzerà i tempi di realizzazione del percorso ma, soprattutto, sarà un utile supporto agli scambi e all’apprendimento delle comunità di pratiche.

2. Altro esempio è quello del corso dedicato alla creazione di uno strumento gestionale che si chiama Piano Esecutivo di Gestione. In questo caso il modello didattico scelto è quello della formazione – intervento per cui i docenti lavorano con i partecipanti, a distanza, attraverso esercitazioni e case history concentrandosi anche su processi e output relativi ai singoli partecipanti.

Concludendo vorrei riportare l’attenzione su alcune delle principali criticità del momento che anche noi stiamo affrontando.

Come detto sopra, questo è sicuramente un momento di passaggio e di profondo cambiamento e se, da una parte, lo sviluppo tecnologico è estremamente avanzato (Internet, satelliti, programmi di simulazione, condivisione di lavagne, condivisione di programmi, videoconferenze, …), dall’altra parte ci sono due limiti: la diffusione e la disponibilità di infrastrutture e la situazione dei potenziali fruitori che, in molti casi, devono essere ancora alfabetizzati.

In particolare quest’ultimo è un freno molto forte alla scelta di percorsi formativi “a distanza” tenendo conto, per altro, che la fruizione di un percorso di questo tipo (sincrono o asincrono che sia) implica un minimo di abilità nell’uso del computer e nell’uso di Internet e implica, altresì, una grande motivazione da parte del partecipante il quale, in molti casi, deve operare una scelta autoimprenditiva anche in fase di acquisto del servizio, in quanto non supportato dal suo ente d’appartenenza.

Insomma, viene da dire che all’interno delle amministrazioni pubbliche la formazione (e non solo quella a distanza) è una leva del cambiamento in molti casi ancora “in potenza” che, lentamente, si sta traducendo in un reale supporto “in atto”.

Annalisa Gramigna
Responsabile Fad – Maggioli S.p.A.