Il valore della relazione scaturente dai canali telematici e dalle pratiche one to one nella comunicazione finanziaria con gli stakeholder.

 

Siamo in un’epoca in cui le imprese sono sempre più impegnate a consolidare i propri sistemi di relazioni con clienti e stakeholder, al punto tale che affermare che tali sistemi rappresentino un vero e proprio capitale per l’impresa è tutt’altro che ardito.

Questa situazione non è confinata alle sole pratiche di marketing o di relazioni pubbliche, ma investe le aziende nel loro complesso, motivo per cui anche chi si occupa di comunicazione finanziaria all’interno di un’organizzazione, deve prestare sempre più attenzione alle modalità, ai canali e agli strumenti da utilizzare per una comunicazione efficace sia per l’immagine dell’azienda, che per l’andamento dei titoli sul mercato.

 

 

Un’attività efficace di Investor Relations, deve considerare anche le opportunità che offrono le tecnologie basate su internet. Questo strumento/canale, infatti, offre vantaggi reciproci all’emittente e ai destinatari della comunicazione.

 

L’emittente può costruire un flusso continuo e diretto di comunicazione a due vie standardizzando e rendendo omogeneo per la totalità dei fruitori il flusso informativo, con la possibilità di personalizzare la relazione con gli stakeholder.

 

Il destinatario può ridurre i costi e i tempi di rilevazione delle notizie utili (questo soprattutto per i piccoli azionisti è di grandissima utilità), grazie alla consultazione di un’unica fonte informativa, autorevole e credibile in quanto emittente originario dell’informazione stessa.

 

 

In questa accezione, i siti delle aziende si pongono nei confronti dei piccoli azionisti e degli addetti ai lavori come veri e propri medium validatori, al punto tale che quanto più questi manifestano una capacità attrattiva, tanto più diventano percettivamente autorevoli e credibili le notizie e/o le informazioni tramite essi diffuse.

 

Allo stesso modo, maggiori saranno i contenuti di servizio, maggiore sarà la capacità di internet di dialogare con gli interlocutori di riferimento.

 

Sembra prendere corpo l’idea che in qualche misura si stia andando verso una disintermediazione dell’informazione finanziaria nella relazione con l’ambiente economico.

 

 

Una relazione imperniata anche su un rapporto fertile di tipo personale risulta di grande utilità nel consolidamento dei rapporti tra analisti e management di primo piano delle imprese. Questo anche in virtù del fatto che l’incontro personale permette spesso quell’approfondimento di tematiche strategiche e/o dei contenuti dell’informazione tout court che una veicolazione standardizzata spesso non consente.

 

Ma oltre a questo aspetto, il rapporto diretto con l’azienda (attraverso i suoi vertici) consente una percezione chiara di quell’autorevolezza e credibilità dell’informazione erogata che altre forme di comunicazione non assicurano (questo non solo sul piano formale della possibilità di approfondimento dei contenuti, ma soprattutto su quello psicologico/percettivo).

 

Inoltre, chi partecipa agli incontri one to one risulta in qualche maniera privilegiato da un punto di vista della tempistica dell’erogazione dell’informazione.

 

 

Ecco perché riteniamo che quello dell’autorevolezza e della credibilità dell’informazione rappresenti, ai fini del rafforzamento della reputazione aziendale e del valore atteso un elemento centrale allo stesso livello di quello rappresentato dai contenuti dell’informazione stessa.

 

Ciò è ancora più vero se vale sempre l’assioma che i mercati si muovono in funzione delle aspettative, dove riteniamo che il dirigente di massimo livello funga – in termini comunicazionali – da vero e proprio testimonial validatore dei comportamenti attuali e degli obiettivi futuri della compagine societaria, soprattutto nei confronti di quegli investitori e azionisti che sono interessati alle politiche di ampio respiro e di lungo termine.

 

Da tutto ciò possiamo dedurre che i siti delle aziende risultano essere di grandissima utilità per i piccoli risparmiatori (e più in generale per gli “stakeholder”), mentre un link relazionale con interlocutori professionali può essere potenziato con un ‘informazione concepita ad hoc e veicolata (anche via e-mail).

 

In sostanza, l’uso di Internet diviene uno strumento a supporto di approcci relazionali – se pur studiati a fondo nelle forme e nei contenuti – con quei soggetti, strategici per il raggiungimento degli obiettivi dell’organizzazione, con cui in precedenza si erano creati e consolidati rapporti e collaborazioni di reciproco interesse.

 

Allo stesso modo, queste pratiche influenzano se ben gestite nelle forme e nei contenuti, il valore atteso dei titoli azionari, delle potenzialità di business dell’impresa e della sua capacità di interpretare le sfide imprenditoriali nella giusta accezione per il soddisfacimento degli azionisti e del mercato.

 

 

Umberto Febbraro

(Partner GPG Associati – Comunicazione d’impresa)