INTANGIBLE ASSETS

Gli intangible assets, ovvero il valore “intellettuale” d’impresa, sono drivers fondamentali di crescita per l’economia. Mentre gli asset fisici e finanziari divengono commodities garantendo un ritorno medio minimo sul capitale, l’investimento in asset intangibili consente di ottenere il vc nel medio lungo termine.
Il riconoscimento del valore intangibile d’impresa richiede una più attenta disclosure di informazioni quantitative e non. L’aspetto più critico è rappresentato dalla difficoltà di valorizzazione degli asset intangibili attraverso i tradizionali metodi di contabilizzazione. La carenza di informazioni sembra essere, a prima vista, il risultato dell’eccessiva focalizzazione sui risultati di breve periodo: gli investimenti in asset intangibili, infatti,  a differenza di quelli in attività fisiche e finanziarie, non possono essere capitalizzati in bilancio.
L’obiettivo diviene lo sviluppo di un sistema informativo comprensivo dell’intera realtà aziendale,  capace di spiegarne in dettaglio la catena del valore.

LA PERDITA DI INFORMAZIONI

Gli investitori, e talvolta anche gli stessi manager, trascurano il valore intangibile legato al business aziendale. Ecco alcuni esempi:

–    Grado di utilizzo della proprietà intellettuale: i nuovi prodotti e servizi sviluppati da un’azienda, incorporano solo in parte il know how d’impresa, che risulta, quindi, non adeguatamente valorizzato. La disponibilità di maggiori informazioni sul grado di sfruttamento delle potenzialità intellettuali d’impresa consentirebbe di comprendere e valorizzare l’efficacia dei sistemi di knowledge management.
–    Ampliare l’offerta di mercato: la commercializzazione di un prodotto innovativo è tanto importante quanto l’innovazione stessa di prodotto. Eppure non sempre gli investitori hanno gli strumenti per valutare la propensione all’innovazione e all’offerta di nuovi prodotti.
–     Internet: le esperienze più recenti dimostrano i numerosi vantaggi e i risparmi in termini di costi legati all’utilizzo di Internet nell’attività di gestione e distribuzione delle informazioni. Solo raramente, tuttavia, gli investitori sono in  grado di valutare l’impatto della rete sulla redditività aziendale e quindi di determinare la quota percentuale di fatturato legata all’attività online.

UN SISTEMA INFORMATIVO PER LA VALORIZZAZIONE DEGLI INTANGIBLE

Un sistema informativo efficiente non può trascurare l’esistenza di due forze caratterizzanti l’economia moderna: l’esternalizzazione e la democratizzazione dei processi decisionali sia all’interno delle organizzazioni sia sul mercato dei capitali.
La democratizzazione riflette la crescente presenza degli investitori retail sul mercato dei capitali. Sebbene gli analisti finanziari e gli investitori professionali continuino a rivestire un ruolo fondamentale di intermediazione per il mercato, gli investitori individuali tendono a formulare proprie valutazioni ricorrendo ad un mole immensa di informazioni, spesso carenti in rilevanza e del tutto prive di riferimenti al valore intangibile d’impresa.
L’esternalizzazione fa riferimento alla pratica diffusa da parte del management di condividere il processo decisionale oltre i confini d’impresa, abbondonando la logica tipica dell’era industriale dell’accentramento decisionale.
I processi di democratizzazione ed esternalizzazione generano un fabbisogno crescente di informazioni rilevanti da parte di analisti, investitori professionali e non.
Nell’economia del sapere l’impresa opera all’interno di un network, interagisce con una pluralità di soggetti (clienti, fornitori, partner e istituzioni pubbliche) ai quali deve garantire informazioni complete e costantemente aggiornate.  La disponibilità di informazioni rende i mercati finanziari più competitivi e favorisce il monitoraggio da parte dell’investitore retail dell’attività del management.

LA VALORIZZAZIONE DEGLI INTANGIBLES

I sistemi attuali di reporting non consentono una piena comprensione del business aziendale. I report finanziari trascurano le informazioni sulle risorse intangibili d’impresa, siano esse sviluppate all’interno o acquisite all’esterno.
Le inefficienze radicate nei sistemi di accounting derivano dalla logica di contabilizzazione delle transazioni con terzi soggetti: in passato  gran parte del valore d’impresa era creato proprio attraverso la transazione, ovvero lo scambio di diritti di proprietà.  Nell’economia del sapere,  i processi di creazione o distruzione del valore precedono la transazione stessa. Pensiamo ad esempio ad un nuovo prodotto: l’innovazione genera immediatamente valore, sebbene le vendite possano tardare a realizzarsi.  La contabilizzazione della transazione consente di valutare solo il prodotto o servizio finale trascurando il valore delle fasi intermedie della catena del valore.
L’emanazione di una normativa sugli obblighi di disclosure da parte delle autorità preposte al controllo del mercato si pone un duplice obiettivo: da un parte determinare con esattezza la tipologia di informazioni da diffondere alla comunità, dall’altra sviluppare degli standard di linguaggio.
Nessuna notizia, d’altronde,  è un cattiva notizia per il mercato dei capitali.  E’ il silenzio ad essere penalizzato.

No news is bad news in the capital markets; silence is penalized