IL RATING DELLE IMPRESE

Nel rating di un’impresa, tipicamente, viene svolto un esame congiunto di due principali tematiche di valutazione:
o    L’analisi del “business risk”, ovvero della posizione relativa dell’azienda nel suo settore di mercato
o    L’analisi del “financial risk”, ovvero la valutazione della posizione finanziaria, attuale e prospettica, dell’azienda.
L’analisi congiunta di queste due aree conduce, successivamente, a una valutazione complessiva sulla flessibilità dell’impresa e sulla sua capacità di adempiere con puntualità alle proprie obbligazioni finanziarie. L’esercizio di valutazione comporta inoltre il confronto dei diversi profili dell’impresa con quelli dei concorrenti, nazionali e internazionali.
Il rating è la sintesi di aspetti quantitativi e qualitativi, e non esiste nessuna ponderazione predefinita di questi criteri diversi.

RISCHIO INDUSTRIALE
Il livello di rischio industriale determina i parametri di rischio finanziario sostenibili per ogni livello di rating.
Nella valutazione del rischio industriale vengono presi in considerazione, tra gli altri, i temi di seguito riportati.

RISCHIO SETTORIALE
L’analisi settoriale prende in considerazione le dinamiche competitive in atto nel settore industriale in cui opera l’impresa, e le sue prevedibili evoluzioni, per valutare il profilo di rischio specifico del settore.
A titolo indicativo, gli elementi considerati comprendono:
o    le prospettive di crescita, stabilità o declino della domanda;
o    la dipendenza del fatturato e dei margini dai cicli economici, dalle evoluzioni tecnologiche, dai prezzi delle materie prime o da variazioni dei tassi di cambio;
o    l’intensità del capitale impiegato e il prevedibile fabbisogno futuro di fondi;
o    il quadro legislativo e regolamentare nazionale e internazionale;
o    la natura e l’intensità della concorrenza, nazionale e internazionale.

Posizione competitiva
L’analisi mira a identificare i punti di forza e i punti di debolezza dell’impresa nel suo settore. Gli elementi considerati comprendono:

le quote di mercato
Viene analizzata la struttura dei mercati di sbocco e la loro stabilità, in funzione dell’esistenza, per esempio, di una rete di distribuzione concentrata ed efficiente, e/o prodotti competitivi e innovativi, di contratti a lungo termine, del grado atteso di penetrazione delle aziende concorrenti nei principali mercati di riferimento,

l’efficienza operativa
l’analisi del reddito operativo, del grado di concentrazione del core business e della struttura dei costi sono utilizzati per valutare la “resistenza” di un’impresa in situazioni congiunturali difficili, e la sua abilità a sviluppare nuovi prodotti senza destabilizzare strutturalmente la capacità di generare reddito,

la dimensione
La dimensione dell’impresa non costituisce di per sé un criterio rilevante ai fini del rating. Le variabili considerate comprendono la capacità di conseguire economie di scala, disporre di una rete di distribuzione efficiente, e avere un’opportuna diversificazione geografica dei mercati,

la diversificazione
Viene considerato il grado di diversificazione geografica o settoriale di un’impresa, che può rivelarsi un elemento positivo, ove ne diminuisce la vulnerabilità, ancorché i settori o i mercati considerati non siano tutti esposti alle stesse criticità,

la strategia e la qualità del management
Viene considerato il grado di “aggressività” del management e la sua rilevanza ai fini della configurazione strategica e finanziaria dell’impresa nel medio termine.  Sono inoltre prese in considerazione l’efficienza dell’organizzazione aziendale e l’eventuale dipendenza da un numero ristretto di figure manageriali chiave.

RISCHIO FINANZIARIO
La valutazione del rischio finanziario comporta l’esame congiunto di una serie di indicatori e parametri di valutazione, sostanzialmente riconducibili alle seguenti aree:
–    l’analisi dei principi contabili
–    la politica finanziaria
–    la redditività
–    l’indebitamento finanziario
–    la flessibilità finanziaria.

ANALISI DEI PRINCIPI CONTABILI
I principali aspetti contabili analizzati comprendono:

  • il perimetro di consolidamento;
  • la politica di ammortamento delle immobilizzazioni materiali e immateriali;
  • la costituzione delle riserve e degli accantonamenti;
  • la politica di valutazione delle attività fisse e delle scorte;
  • i conti d’ordine (locazioni, vendite, garanzie prestate per debiti non inclusi nelle passività di bilancio, debiti nelle controllate non consolidati, ecc.)

La metodologia di valutazione di S & P’s prevede il confronto a livello internazionale dei risultati dell’impresa e dei principali parametri, effettuando, se necessario, opportune riclassificazioni e rettifiche ai fini dell’omogeneità di confronto.
Inoltre, sempre ai fini del confronto, S & P’s concentra l’analisi sui flussi di cassa, rispetto ad altri dati puramente contabili, che possono variare da un sistema contabile ad un altro.

POLITICA FINANZIARIA
La politica finanziaria viene analizzata sulla scorta di:
– dati storici (generalmente cinque anni),
– prospettive a medio termine (generalmente tre anni),
-aspetti quantitativi e qualitativi.

Uno degli aspetti critici rilevanti è la comprensione dei principali obiettivi della politica finanziaria, sotto il profilo del livello assoluto e relativo d’indebitamento, della redditività del capitale investito, del tasso di remunerazione del capitale investito, del rapporto utili/dividendi.
Altri elementi di valutazione riguardano gli spazi di crescita dell’indebitamento e il relativo grado di flessibilità, la distribuzione di dividendi straordinari, o altre operazioni di finanza straordinaria previste.

REDDITIVITA’
La capacità del reddito di un’impresa è la migliore protezione di cui dispongono i creditori. Tra gli altri parametri considerati, S & P’s presta particolare attenzione agli indici di copertura degli oneri finanziari e al confronto dell’autofinanziamento con il livello di indebitamento. L’analisi della struttura finanziaria è riferita al volume totale dei debiti finanziari (a breve e a lungo termine).

STRUTTURA DEL CAPITALE E INDEBITAMENTO FINANZIARIO
Il merito di credito di un’impresa dipende in larga misura dal grado di dipendenza dai finanziamenti esterni e dalle attività finanziate.

o    L’analisi della struttura finanziaria si basa sul volume totale dei debiti finanziari ( a breve e a lungo termine) rapportato al capitale investito e al cash flow.
o    Ai debiti finanziari, S & P’s può aggiungere anche i conti d’ordine (leasing operativi, cessione di crediti), succedanei del debito classico e/o dei debiti non consolidati. La composizione del debito è analizzata in funzione delle scadenze, dei tassi e delle valute. Inoltre, l’analisi dell’indebitamento è eseguita considerando la consistenza del debito, al netto delle disponibilità liquide (posizione finanziaria netta), e gli oneri per il servizio del debito al netto dei proventi finanziari (interessi passivi netti).

ADEGUATEZZA DEL CASH FLOW
I tassi di copertura e i rapporti tra debito e cash flow, o risultato operativo, sono indicatori molto più dinamici e rilevanti rispetto al classico rapporto tra il debito di una società e il suo capitale (gearing), spesso utilizzato dalla comunità finanziaria.

o    E’ importante valutare in che misura un’impresa può autofinanziare i bisogni correnti (fabbisogno di capitali d’esercizio, investimenti industriali, dividendi) e creare, quindi, una riserva per ridurre l’indebitamento e/o finanziare la crescita esterna.
o    S & P’s prende in esame anche la flessibilità finanziaria di un’impresa, derivante dalla capacità di differire i propri programmi d’investimento e i suoi futuri fabbisogni finanziari.
o    Il rapporto utile/dividendi può variare considerevolmente da un’impresa all’altra, a seconda che si tratti, tipicamente, di impresa privata o quotata in Borsa.

FLESSIBILITA’ FINANZIARIA
La valutazione della flessibilità finanziaria di un’impresa consente di determinare il fabbisogno finanziario e le possibili alternative in base a diversi scenari e a differenti opportunità strategiche e industriali.
L’obiettivo è misurare la capacità di un’impresa a mantenere adeguata la propria situazione finanziaria, anche se le condizioni economiche in cui opera non fossero ottimali e i volumi e i margini si dovessero deteriorare.
Un grado relativamente elevato di flessibilità finanziaria può dipendere da una situazione di sottoindebitamento, dalla possibilità di cessioni di attività (senza indebolire il core business), ovvero dal ricorso a fonti di finanziamento esterne (banche, mercati finanziari). Anche l’analisi della liquidità è un elemento importante di flessibilità finanziaria nel breve periodo e permette di determinare la capacità di un’impresa di far fronte puntualmente agli obblighi finanziari.

IL RATING DI COMUNI, PROVINCE E REGIONI
L’aumento della domanda di investimenti, combinata con il decentramento di funzioni e di responsabilità dagli stati centrali alle autonomie locali, rende più ch3e mai attuale per regioni ed enti locali utilizzare i servizi di rating e l’esperienza che la collaborazione con S & P’s può offrire.

Il numero complessivo dei rating di S & P’s in Italia è cresciuto da 31 nel 1996 a 105 a fine del 2000 e da 4 a 18 per gli enti locali e le regioni. La crescita dei rating riflette la maggiore attenzione per la comunicazione e la trasparenza finanziaria indotta dallo sviluppo del mercato dei capitali.

ESEMPI
Di seguito sono riportati alcuni esempi di utilizzo dei rating di S & P’s per finalità non direttamente ricollegabili al ricorso al mercato:
•    la Regione Marche ha voluto esprimere attraverso il rating una valutazione del “sistema Marche”, cioè dell’integrazione della Regione con gli enti locali ed il sistema produttivo
•    il Comune di Torino ha voluto supportare la candidatura dei Giochi Olimpici invernali del 2006
•    il Comune di Jesi intende usare il rating per continuare ad attrarre imprese nazionali ed estere nella zona industriale.

PRINCIPALI PARAMETRI DI ANALISI
In ogni rating sono analizzate:
•    l’organizzazione politica ed amministrativa,
•    la valutazione della situazione economica,
•    i risultati di bilancio e la struttura finanziaria.

L’analisi revisionale delle finanze dell’ente è altresì un elemento estremamente importante per valutare la qualità creditizia dell’ente, nel medio/lungo termine.

La lista che segue riporta i principali indici utilizzati per la valutazione intrinseca e per i raffronti con enti di altri paesi. In effetti, l’ambito di paragone non è unicamente italiano, bensì internazionale, poiché lo scopo del rating è anche quello di fornire basi di riferimento omogenee agli investitori internazionali.

CONTESTO POLITICO E AMMINISTRATIVO
Struttura politica
•    Composizione del Consiglio e Stabilità della maggioranza che sostiene la Giunta,
•    Principali indirizzi di politica economica, finanziaria e sociale,
•    Rapporti con il Governo centrale ed altri enti locali o regioni

Organizzazione amministrativa e rapporti istituzionali
•    Organigramma degli uffici e statuti regionali
•    Legge o regolamento di contabilità
•    Procedura di definizione e di approvazione del bilancio
•    Procedura di controllo delle aziende dipendenti

INDICATORI ECONOMICI
Struttura economica e demografica
•    Prodotto interno lordo locale o regionale e sua distribuzione per settore
•    Reddito medio pro capite e tasso di disoccupazione
•    Distribuzione della popolazione per classi d’età e sesso
•    Dati storici e previsioni

INDICATORI FINANZIARI
(dati su 5 anni) e proiezioni
Risultati di bilancio
•    Entrate e spese correnti, risultato corrente.
•    Crescita delle entrate correnti e flessibilità fiscale.
•    Crescita delle spese correnti e loro flessibilità.
•    Principali investimenti e settori di spesa.
•    Trasferimenti ed entrate in conto capitale.

Indebitamento
•    Debito diretto e consolidato in valore assoluto ed in relazione ad entrate correnti e PIL.
•    Onere del debito: dati storici e previsioni.
•    Debiti fuori bilancio e garanzie concesse.

Liquidità
•    Situazione della tesoreria e previsione dei flussi di cassa.
•    Accesso alla tesoreria unica e linee di credito con la banca tesoriera.

IL RATING DELLE ISTITUZIONI FINANZIARIE

L’esercizio di rating di una istituzione finanziaria include la valutazione di una vasta gamma di elementi quantitativi e qualitativi la cui ponderazione è definita caso per caso. Pertanto, non esiste a priori alcuna correlazione tra il livello di un dato gruppo di indicatori e la categoria di rating assegnata.

RISCHIO ECONOMICO E DI SETTORE
L’ambiente macroeconomico in cui l’istituzione finanziaria opera è di fondamentale importanza per valutarne il grado di rischio complessivo.
L’esperienza mostra che anche le istituzioni finanziarie più solide possono risentire del rallentamento dell’economia o di una recessione del Paese in cui svolgono la loro attività.
Questo è vero tanto nei Paesi sviluppati quanto in quelli emergenti. L’analisi del rischio settoriale prende in considerazione le dinamiche competitive in atto nel sistema finanziario e le sue prevedibili evoluzioni, per valutarne l’impatto sull’istituzione finanziaria in termini di affidabilità creditizia.

STRUTTURA E AZIONARIATO
Le banche e le altre istituzioni finanziarie sono sempre più frequentemente interessate da fenomeni di concentrazione, che spesso portano alla formazione di importanti gruppi bancari destinati a giocare un ruolo importante nel panorama finanziario e internazionale. Se un’istituzione finanziaria è parte di un gruppo bancario, S & P’s analizza le relazioni infragruppo e con la capogruppo, per capire in che misura queste aumentano o riducono la solidità finanziaria dell’istituzione stessa. In molti casi, far parte di un gruppo bancario porta dei vantaggi in termini di diversificazione produttiva. S & P’s valuta se il gruppo è in grado e se ha intenzione di sostenere l’istituzione finanziaria partecipata, qualora questa si trovasse in una situazione di difficoltà.

POSIZIONE DI MERCATO E DIVERSIFICAZIONE
La valutazione dei punti di forza e di debolezza relativi al posizionamento dell’istituzione finanziaria nel suo mercato di riferimento costituisce uno degli elementi centrali dell’analisi di S & P’s.
La redditività dell’istituzione finanziaria, il suo profilo di rischio e le scelte strategiche sono elementi che vengono analizzati nel contesto del mercato di riferimento.
In quest’ottica, sono prese in esame le quote di mercato dell’istituzione finanziaria nelle principali aree geografiche coperte e la relativa difendibilità, la struttura della rete distributiva, i vantaggi competitivi rispetto ai diretti concorrenti. Vengono, infine, analizzati anche il grado di diversificazione delle attività ed eventuali concentrazioni geografiche e/o commerciali.

MANAGEMENT E STRATEGIA
Nell’attribuzione del rating, il passato è importante solo nella misura in cui fornisce un’indicazione del futuro. L’analisi delle previsioni economiche e finanziarie predisposte dall’ istituzione finanziaria assume, pertanto, grande importanza.
I colloqui con i vertici aziendali nell’ambito del management meeting sono, tuttavia, ritenuti più importanti, in quanto consentono di apprezzarne la qualità, la filosofia gestionale e la propensione al rischio. I temi affrontati spaziano, infatti, dalle attuali condizioni macroeconomiche all’evoluzione dell’ambiente competitivo, dalle politiche di crescita (interna o per acquisizioni) alla capacità di gestione dei rischi.

RISCHIO DI CREDITO
L’analisi del rischio di credito copre l’intera gamma di attività dell’ istituzione finanziaria, dagli impieghi al portafoglio titoli, dalle partecipazioni alle attività fuori bilancio. S & P’s valuta l’esposizione complessiva dell’istituzione finanziaria attraverso un’analisi disaggregata per area geografica, tipo di garanzia offerta, durata, settore industriale e tipologia di debitore. Fattori qualitativi, come l’esperienza e il track record nelle varie attività di investimento, i vantaggi competitivi e le quote di mercato costituiscono ulteriori momenti d’indagine.
Nell’analisi del portafoglio crediti vengono attentamente considerati i rischi di concentrazione e le partite di dubbio esito nonché la capienza dei fondi rettificativi.
Il processo di concessione del credito, inclusi i relativi criteri di attribuzione e le deleghe, sono altresì oggetto di analisi, così come l’attività di monitoraggio e di controllo.

RISCHIO DI MERCATO
Analogamente al rischio credito, S & P’s valuta dettagliatamente il livello di rischio di mercato sull’intero spettro di attività finanziaria, in e fuori bilancio. Al riguardo, la strategia del management e la sua propensione al rischio costituiscono fattori chiave.
Con riferimento al “rischio strutturale”, si valuta la struttura di bilancio, l’impatto finanziario di una variazione nella struttura dei tassi d’interesse, le politiche di gestione del portafoglio titoli di proprietà e l’utilizzo di strumenti derivati, così come l’approccio gestionale in termini di asset & liability management. Per quanto concerne i rischi di trading, S & P’s esamina la struttura organizzativa dell’area finanza, nonché i risultati dell’attività sui mercati finanziari e la volatilità dei proventi che da questa derivano.

LIQUIDITA’ E RACCOLTA
L’analisi della liquidità è focalizzata sulla natura e sulle fonti del passivo, nonché sulle caratteristiche e sulla composizione dell’attivo.
Intuitivamente, una banca che si finanzia prevalentemente attraverso i depositi della clientela presenta un profilo di rischio diverso da un istituto che, per le proprie attività di funding, si rivolge soprattutto al mercato dei capitali.
In entrambi i casi, viene analizzato il grado di stabilità della raccolta, la struttura per scadenze delle passività e la capacità dell’istituzione finanziaria di far fronte alle proprie obbligazioni.
Particolare attenzione viene altresì riservata alla capacità dell’istituzione finanziaria di monetizzare prontamente ed economicamente le proprie attività in caso di necessità.

CAPITALIZZAZIONE E FLESSIBILITA’ FINANZIARIA
L’attività di valutazione dell’adeguatezza patrimoniale, ossia del capitale economico come margine di sicurezza per la continuità dell’azienda, inizia necessariamente dall’analisi della regolamentazione domestica in materia di requisiti patrimoniali minimi.
In generale, gli organi di vigilanza mirano alla stabilità del sistema e alla protezione dei depositanti, mentre S & P’s è interessata alla capacità dell’istituzione finanziaria di pagare puntualmente i debiti contratti alle scadenze prefissate. Pertanto, S & P’s valuta l’adeguatezza patrimoniale di un’istituzione finanziaria, prescindendo da eventuali strumenti ibridi e/o valutazioni di immobili e partecipazioni. Vengono effettuate comparazioni sia a livello domestico sia internazionale, attraverso l’utilizzo di indicatori corretti per il rischio. S & P’s analizza, inoltre, la capacità dell’istituzione finanziaria di far fronte a fabbisogni imprevisti di capitale.

REDDITIVITA’
L’analisi della redditività si sviluppa lungo tre direttrici: il livello, il trend e la stabilità degli utili; in altri termini, la capacità dell’istituzione finanziaria di generare profitti nel lungo periodo.
S & P’s utilizza numerosi indici di redditività, secondo varie definizioni: redditività operativa, pre tasse ecc. Vengono utilizzate, allo stesso tempo, differenti misure di efficienza, e approfondite le ragioni di un’eventuale volatilità nei risultati lungo un arco temporale di medio periodo. S & P’s analizza attentamente anche le politiche di accantonamento perseguite dall’istituzione finanziaria nonché il regime fiscale vigente nel Paese in cui la stessa opera.