In passato esisteva una netta distinzione tra asset intangibili e dati finanziari. Gli intangible erano considerati asset incerti e difficilmente misurabili, utilizzati soprattutto per comunicare con i clientela e ottenere standing. Agli investitori interessavano i fatti: dati finanziari e previsioni. Con l’avvento delle dot-com, che non avevano molto di “hard” da comunicare, gli investitori hanno imparato ad applicare metodi di valutazione diversi che prendessero in considerazione variabili “soft”, quali le opportunità future di mercato e l’innovazione nei modelli di business. Sebbene le misure finanziarie riflettano la struttura della realtà aziendale, sono gli asset intangibili a costituirne l’essenza: essi includono fattori quali il “corporate brand equity” il capitale intellettuale, la cultura societaria, il grado di fidelizzazione della clientela e, più in generale, tutti gli asset diversi da quelli fisici e finanziari.

MISURARE L’INTANGIBILE
L’immaterialità degli intangible non comporta necessariamente l’impossibilità di misurarli. Studi americani dimostrano come una percentuale compresa tra il 35% e il 70% del valore d’impresa può essere ricondotta ad asset intangibili. Perché gli intangible sono diventati così importanti?
La ragione è da ricercare in parte nella bolla Internet e, quindi, nella nascita di società con modelli di revenue del tutto diversi da quelli dei business più tradizionali.
Il valore degli asset immateriali, tuttavia, esisteva molto tempo prima dell’avvento delle dot.com: la cultura aziendale e la credibilità strategica sono da sempre considerati driver di valore e fonti di vantaggio competitivo. Se in passato a tali asset era assegnato un valore sulla base della esperienza personale e dell’intuito, oggi si assiste ad un processo di categorizzazione finalizzato ad costruire valutazioni appropriate.
In parte il mercato valorizza gli Intangible riconoscendo un differenziale “price – Book Value”: la tabella riporta il rapporto P/BV delle società del MIB30, STAR, NM.

Ad oltre due anni dai massimi valutativi espressi dal mercato, risulta particolarmente utile una riflessione sulle attuali misure che il mercato assegna espresse nel rapporto medio P/BV.

E’ il MIB30 il segmento che esprime in media il rapporto più elevato P/BV, seguito da STAR e Nuovo Mercato.