Gli scandali Enron, Worldcom, Global Crossing, Qwest Communication International, ImClone , hanno creato diffidenza tra gli investitori del mercato americano e internazionale. Il Presidente G. W. Bush ha preso una netta posizione per fronteggiare la crisi delle big corporations statunitensi e la sfiducia degli operatori del mercato. Il Presidente ha, prima di tutto, richiesto un maggior rispetto dell’etica nella conduzione degli affari e nella gestione della società, e indicato dieci punti d’intervento legislativi (ten-point plan).
Il ten-point plan (proposto a marzo, quando ero scoppiato solo il caso Enron) è una sorta di proposta-risposta del Presidente della Nazione per ricreare un clima di fiducia nei mercati finanziari.

In data 30 luglio 2002, il Presidente Bush ha firmato il nuovo Sarbanes-Oxley Act 2002, così denominato in quanto derivante dalla combinazione della Sarbanes Bill e della Oxley Bill, a seguito dell’analisi dei due testi avvenuta presso il Conference Committee.
Il Sarbanes-Oxley Act prevede modifiche normative in materia  di consulenza e di revisione contabile delle società quotate in borsa.

Le modifiche riguardano:
–  la creazione di un board indipendente che si occupi del monitoraggio delle società di revisione;
–  la separazione dell’attività di consulenza da quella di revisione;
–  la certificazione da parte del senior corporate management della veridicità del bilancio annuale e delle relazioni finanziarie della società quotata;
–  la full disclosure delle transazioni off-balance sheet e di altre obbligazioni che possono influenzare e mistificare le condizioni finanziarie della corporation;
– la concessione di maggiori finanziamenti alla SEC (Securities and Exchange Commision).

Per ciò che concerne il primo punto il board è costituito da cinque membri che garantiscono indipendenza, integrità morale e completa dedizione alla protezione degli interessi del pubblico e dei diritti  degli investitori. Solo due dei cinque membri possono essere esponenti del mondo della contabilità e della revisione. Per garantire una reale indipendenza, nessuno dei cinque membri potrà esercitare, durante il proprio mandato, nessun’altra attività commerciale, né potrà ricevere compensi o pagamenti da società di consulenza contabile o di revisione, o da qualsiasi altra persona fisica o giuridica. I compiti del nuovo board possono essere identificati in:

– registrazione della società di consulenza contabile e di revisione che operano presso società quotate
– fissazione degli standards di revisione uniformi applicabili da tutte le società registrate nella stesura delle loro relazioni
– ispezione presso le società registrate
– avvio di procedure istruttorie e applicazione di procedimenti disciplinari laddove siano giustificati
– rafforzamento e monitoraggio dell’applicazione dell’Act in oggetto
– fissazione del budget per lo stesso Board.

Per il secondo punto, la ratio risiede nel fatto che una società di revisione non può revisionare i propri conti, non può dare pareri legali al suo cliente, non può far parte dell’organico del suo cliente, altrimenti versa in conflitto d’interessi. I servizi e le attività incompatibili sono numerosi e non sembrano lasciare zone grigie. In realtà l’Act sancisce che il Board possa prevedere delle eccezioni. In più, l’Act prevede che tutti gli altri servizi che la società di revisione possa prestare necessitano di una pre-approvazione da parte dell’audit committee delle società sotto revisione. Altro provvedimento, mirato ad una maggiore indipendenza dei revisori, riguarda la cd.audit partner rotation. La società quotata dovrà sostituire il proprio revisore ogni cinque anni fiscali.

Per ciò che concerne il terzo punto, cioè quello sulla corporate responsibility, gli audit committees, all’interno dei consigli d’amministrazione delle società quotate, devono, secondo l’Act, essere considerati direttamente responsabili per la nomina, i compensi, ed il monitoraggio del lavoro svolto dalla società di revisione in forza presso l’emittente. Questi saranno incaricati della risoluzione di conflitti tra il management della società ed i revisori esterni relativamente all’adozione ed alla stesura della relazioni finanziarie.
Le ultime proposte avanzate dal NYSE e dal Nasdaq vanno oltre le norme del Sarbanes-Oxley Act ed impongono standard di condotta molto più rigidi.
Nuova risulta la responsabilità personale civile del CEO e del CFO per il contenuto delle relazioni finanziarie e dei bilanci delle società quotate. L’Act stabilisce che gli amministratori siano ritenuti personalmente responsabili di aver diffuso notizie non veritiere al pubblico, informazioni che non rappresentano fedelmente ed in maniera chiara la condizione finanziaria della società e per aver dichiarato il falso in bilancio.
La section 301, entrata in vigore il 26 aprile 2003, prevede che la SEC proibisca al NYSE ed al Nasdaq di far quotare società il cui audit committee non abbia determinati requisiti richiesti dal testo di legge. Quest’ultimo, per esempio, dovrà essere composto solo da membri indipendenti, nel senso che non devono ricevere altri compensi dall’emittente o non essere controllati dallo stesso.
La section 303, invece, proibisce a qualsiasi amministratore o manager di influenzare fraudolentemente i membri dell’audit committee, nella redazione delle loro relazioni finanziarie.
Alla section 306 è possibile ritrovare un generico divieto per amministratori e funzionari di porre in essere transazioni durante i cd. pension fund black-out periods. Ciò significa che non possono acquistare o vendere azioni dell’emittente detenute in forza della loro qualifica di funzionari della società . Il motivo di tale norma risiede nel fatto che in passato (soprattutto nel caso Enron) amministratori e funzionari hanno approfittato di tali periodi, in cui gli impiegati avevano il divieto di disporre delle proprie azioni, vendendo le loro azioni. Più in dettaglio, adesso, i dirigenti sono sottoposti allo stesso divieto, non potendo vendere le azioni della società, quando nessun dipendente può farlo.
La disciplina del giuramento viene estesa anche ai CEOs ed ai CFOs di società estere ma quotate sul mercato statunitense. Si deve sottolineare che sono sorti numerosi dibattiti non solo sull’opportunità politica in un tale provvedimento, ma anche sulla mancata volontà di alcuni Stati europei di lasciare che le loro società aderiscano. Ad esempio la Germania e l’Inghilterra si sono subito opposte, sostenendo la non necessità di un tale giuramento in considerazione del diverso sistema societario e contabile adottato dalle loro società. Altri Stati, tra i quali l’Italia, si sono dichiarati subito predisposti al giuramento dei manager sui bilanci della loro società.
Questo è un problema dibattuto in Commisione Europea, infatti, vi sono stati come quello italiano molto vicini alla normativa USA, ma altri, come la Germania , che se ne discostano.
Esempi di incompatibilità tra norme del Sarbanes-Oxley Act e la normativa italiana sono: l’obbligatorietà dell’elezione di un audit committee (non esiste obbligatorietà per la legge italiana, avendo il collegio sindacale), il disgorgement di illegittimi profitti da parte di amministratori e funzionari (non esiste una tale norma nel nostro ordinamento).

Riguardo al quarto punto, secondo l’Act, le transazioni off-balance sheet e tutte le informazioni relative sia alle relazioni intercorrenti tra la società e altre entità che potrebbero influenzare le condizioni finanziarie della stessa, sia ai cambiamenti delle condizioni finanziarie, dalle componenti di spese e ricavi, dovranno essere rese pubbliche sia nelle relazioni annuali che in quelle semestrali dirette alla SEC.
La disclosure riguarda pure i prestiti concessi dalla società agli amministratori ed agli executive officers. Lo stesso vale per tutte le principali transazioni effettuate dai mangers e dai principali stockholders. La ratio di tale norma risiede nel fatto che nei passati scandali finanziari di Enron e Worlcom, gli amministratori avevano ricevuto dei prestiti multimilionari poi dimenticati dalle stesse società a spese degli azionisti.
La norma che conteneva il divieto di prestiti ad amministratori e managers è stata modificata. Il legislatore ha proceduto a redigere un generale divieto, non retroattivo, di erogare prestiti, diretti o indiretti a tali individui, per poi prevedere delle limitazioni alla portata di tale divieto. Per esempio, esso non si stende ai mutui sulla casa, ai crediti al consumo, o a qualche prestito che sia reso disponibile al pubblico dall’emittente.

Con il quinto punto si vogliono aumentare le risorse alla SEC e al contempo aumentare i poteri per poter meglio rispondere a più alti standards di tutela degli investitori. Viene stabilito l’aumento del budget alla SEC e il potere di quest’ultima di imporre sanzioni civili derivanti da violazioni delle federal securities laws, che andranno ad incrementare dei fondi costituiti per risarcire i danni degli investitori derivanti da tali misconducts delle società.

Francesca Perani, Staff IR Top
f.perani@irtop.com